lauramentre

laura mentre lavora, ride, sorride, piange, urla, gioisce, osserva...semplicemente vive
venerdì, 13 novembre 2009

(Stasera l'Alice mi ha letto questo dal suo librino)

FIORE LUNARE

Là sulla luna c'é solo un fiore
che non ha petali e non ha profumo
perché a raccoglierlo non c'é nessuno,
che non ha stelo e non ha radici
perché nessuno lo dà agli amici,
che non ha forma e non ha colore
perché nessuno lo dà al suo amore.
Là sulla luna c'é solo un fiore...
postato da lauramentre alle ore 22:00 | link | commenti (5)
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giovedì, 12 novembre 2009

“Ciao! Finalmente!”
“Ciao. Non ti conosco, sei nuova?”
“Come? Dai...non prendere in giro! Dammi un bacio!”
Lui sorrise.
“Se vuoi...ma non so chi sei, non c’è niente di te che mi ricordi qualcuno che ho conosciuto”
“Ma come? Beh ti capisco....sono un po’ cambiata, adesso vedi...ho i capelli corti, sono un po’ più bassa e ho preso qualche chilo...ma il sorriso?? Lo vedi? E’ sempre il solito!!”
E tutta soddisfatta gli sorrise.
“No, guarda, mi spiace, forse non hai capito...”
“Tu sei sempre il solito invece....per te non capisco mai niente!”
“No davvero, ascoltami...tu pensi che io guardi il tuo viso, il tuo corpo, ma io ti sto guardando dentro e sinceramente non so proprio chi sei.”
“Mi si mancato sai? Ho atteso tutto questo tempo per poterti incontrare di nuovo e adesso tu...”
“Mi spiace, davvero, non voglio deluderti ma per me sei del tutto nuova, se vuoi però possiamo diventare amici, conosco tutti quassù e ti posso presentare alla mia famiglia, mia moglie sarebbe contentissima. Anzi...perché non vieni...proprio oggi festeggiamo l’anniversario di matrimonio, ci sono tutti...dai, vieni??”
“Ma...non capisco, ti sei sposato di nuovo?”
“Di nuovo? Ma come fai a sapere? Non ci conosciamo...!”
“Comunque non importa grazie, preferisco non venire, sto già male così...insomma, meglio di no.”
“Beh, come vuoi, tanto ci rivedremo, non ti preoccupare, ci saranno altre occasioni, cerca di sorridere comunque, quando lo fai sei così carina...ora è meglio che vada, se mia moglie non mi vede in giro diventa pazza...sai come sono le donne! Ciao! E’ stato un piacere conoscerti!”
“Ciao...auguri.”
 
Lo vide allontanarsi, contento, sicuro di sé, si girò una sola volta e le sorrise, poi arrivò in un gruppetto di persone e fu accolto tra risate e pacche sulle spalle. Lui corse ad abbracciare una donna girata di spalle, la cinse con le braccia e la strinse a sé, poi la baciò sulla guancia.
 
Lei cercò di sbirciare meglio ma c’era troppa gente e non riuscì a vedere il viso della donna ancora girata di spalle.
Voleva in tutti i modi identificarla, sapeva già che poteva conoscerla, sapeva tutto di lui e sicuramente era qualcuna di sua conoscenza. Le avrebbe fatto male ma non le era rimasto più niente ormai, niente aveva più senso.
Senza preoccuparsi della vicinanza e di essere vista da tutta quella folla si avvicinò e finalmente le fu alle spalle.

Era contornata da una dozzina di bambini festosi e tutti vestiti di bianco, tra le mani aveva un bouquet di fiori freschi di campo, profumatissimi.
Era vestita con un lungo abito azzurro. Intorno al collo un foulard colorato le faceva risaltare il castano dei lunghi capelli che le scendevano dietro la schiena.
La donna si girò dolcemente e incrociò il suo sguardo.
Le due si guardarono sorprese, erano molto simili, si differenziavano soltanto per il sorriso, una riusciva a creare una sorta di aura intorno a sé, l’altra sembrava invece voler allontanare tutto il bello che in vita aveva sicuramente donato al mondo.
 
Fu in quel momento che si sentì chiamare a gran voce...
 
“Mamma!! Ti svegli! Ho fatto la cacca!! Mi lavi??”


 
postato da lauramentre alle ore 19:17 | link | commenti (5)
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venerdì, 06 novembre 2009



Per un momento io lascio la vita sospesa negli angoli
E mi abbandono all’umana paura di essere liberi
Volteggio piano nel vuoto d’amore
Apro i miei occhi nel blu
Di questo cielo cosi grande


"L'equilibrio é un miracolo"
Patrizia Laquidara
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postato da lauramentre alle ore 13:51 | link | commenti (8)
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martedì, 03 novembre 2009

"Dai!! Non ci pensare troppo...non ricominciare!"
"Ovidio, ma dove si va?"
"Ma che te frega, é una vita che aspetto questo momento...non ti preoccupare, ho preparato tutto, per qualche giorno staremo al sicuro, poi ci organizzeremo!"

Lei guardò quel viso così familiare di cui si era innamorata vent'anni prima, gli occhiali ormai erano fissi sul naso, tutti sgangherati, tenuti insieme dal nastro adesivo da carrozziere, magro, stempiato, imbiancato, ma così dolce e così tremendamente suo.
Gli guardò le mani, una poggiata sul volante e l'altra sul cambio, nonostante l'invalidità galoppante si rifiutava sistematicamente del tagliandino arancio da posizionare sul cruscotto per poter facilmente parcheggiare negli spazi appositi. Non lo avrebbe mai usato, ne era sicura, e lei lo adorava per questo, per la sua testardaggine, per la sua caparbietà, la rendeva ogni giorno più felice, assolutamente perfetta e più giovane di quanto lo fosse in realtà, tutto sembrava si fosse fermato ai tempi dei tempi, quando lui la salutava sfrecciando con l'auto ultimo modello, facendole battere forte forte il cuore.
....
"Allora, Giovanna, monti o no??
"Ovidio, ma cosa diranno di noi, come faranno senza di noi??"
"Senti amore mio, non te lo ripeto più, siamo noi adesso che abbiamo bisogno degli altri, ma non te ne rendi conto? Siamo noi la zavorra per loro!!"
Lui spense il motore, scese di macchina e tutto tronco fece il giro per arrivare a lei, sul marciapiede, in piedi, con la borsa ciondoloni.
Le spalancò lo sportello e la guardò dolcemente, le sfiorò una ciocca di capelli grigiastri che le contornava il viso e la baciò.

Fu un bacio tenero, dolce, dal sapore di latte zuccherato.

Poi la prese per mano e l'aiutò a sedersi in macchina.
Richiuse lo sportello e si mise al volante.
Girò la chiave e sgassò a tutta, rilasciando goffamente la frizione, ormai a fine.

Nessuno seppe più nulla di loro, li videro solo durante una sosta, dopo circa 15 km, forse per l'incontinenza di Ovidio o per l'inquietudine di Giovanna, che prese il posto di guida su quella carretta del '78.
Fu il viaggio più atteso di una vita, programmato più volte scherzando durante quegli attimi vissuti giorno per giorno col desiderio di poter partire, uniti, per sempre.
postato da lauramentre alle ore 22:29 | link | commenti (7)
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lunedì, 02 novembre 2009



...perché tra ieri e oggi non sono stata al cimitero!

gerbera
Il cuore chiede il piacere innanzi tutto -
poi di poter evitare il dolore -
poi quei blandi sedativi
che alleviano la pena -

e poi di addormentarsi -
e infine - col consenso
del suo inquisitore -
il privilegio di morire.

(E. Dickinson)
postato da lauramentre alle ore 23:10 | link | commenti (3)
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venerdì, 30 ottobre 2009


Perché la poesia non é fuori,
é dentro.



Adoro questo video, adoro Roberto Benigni.
L'ho incontrato un anno fa, sotto Natale, all'Ospedale di Prato con la sorella.
Contenta di averlo scovato tra tutta quella gente, incrociai il suo sguardo sotto quel cappellaccio nero di lana, e lui terrorizzato di essere stato scoperto mi fece una smorfia e mi sussurrò:
"Zitta eh! Non lo dire a nessuno!".
Mi fece troppo ridere! 
E' straordinario, riesce a dare vita con estrema semplicità alle cose più banali e ovvie della vita!

postato da lauramentre alle ore 14:36 | link | commenti (4)
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venerdì, 30 ottobre 2009

Ieri era tutto nero, come la pece.
Oggi é meraviglioso,
sento di poter vivere in alto, alla grande,
sento l'aria che entra dentro di me, mi attraversa, 
mi ossigena, mi riempie di vita
e io me ne innamoro.




 
postato da lauramentre alle ore 13:43 | link | commenti (3)
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giovedì, 29 ottobre 2009

CIPOLLE

cipolle

(A volte basta una foto per capire uno stato d'animo!)
postato da lauramentre alle ore 10:25 | link | commenti (4)
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giovedì, 29 ottobre 2009

"Dottore non mi sento bene."
"Cos'hai? I tuoi poteri non funzionano più?"
"Non proprio, sono depressa."
"Depressa? Non é possibile nel tuo caso, forse hai avuto una carenza di qualche tensioattivo proteico, ti é venuto a mancare l'apjuiunsono, il plancton attivo 2, la biosmergattina, i pluritorfettiungi al laser, ilcheledicoaquestaqui...a volte può succedere nella biosfera del nuovo millennio. Comunque non devi preoccuparti, tirati un po' sù, non é possibile, tu sei la Superwoman di nuova generazione, sei la mamma perfetta, la moglie super efficiente, l'amica disponibile, l'impiegata tuttofare e sorridente, la nuora modello e la figlia pronta per ogni evenienza...cosa ti accade?"
"Ho bisogno di riposo, voglio staccare."
"Sei sicura? Hai pensato davvero di smettere?"
"Voglio provare, voglio essere normale."
"Se sei così determinata allora ti segno una pillola di SCORDATIDITUTTO al mattino e alla sera, avrai sicuramente degli effetti sul sistema emotivo, mettiti degli occhiali scuri e non voltare lo sguardo a destra e a sinistra per i prossimi giorni, abbraccia i tuoi cari e comprati ciò che desideri, vai in libreria e leggi di tutto, fatti l'abbonamento al cinema e mangia cioccolato, tanto cioccolato, fermati dal fioraio e compra dei fiori freschi...chiamami se hai bisogno...comunque la cura non é ancora stata testata e gli effetti non sono sicuri."
"E se non ce la faccio?"
"Per tornare indietro non ho medicine valide, non posso sapere cosa succederà, cerca di riflettere, mi raccomando!"
postato da lauramentre alle ore 10:11 | link | commenti (2)
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mercoledì, 28 ottobre 2009

Per strada ho visto una ragazzina rom, una bambina....mi ha fatto tenerezza.


 

Aveva faticato tutto il giorno, di casa in casa, tutto per racimolare qualcosa per arrivare a fine mese, per non essere di peso in famiglia, adesso era diventata grande e le avevano ripetuto più volte che doveva rendersi utile, doveva e voleva in tutti i modi collaborare.
Stasera era veramente distrutta, quei piedini scalzi l'avevano davvero impaurita e mentre scendeva le scale di corsa dal secondo piano della palazzina in centro le era scivolato il destro sul pavimento bagnato...menomale che aveva le gambe lunghe!!
"Toska!!"
"Arrivo!"
Corse in cucina e sorrise ai due seduti al tavolo, pronti ed ansiosi di assaporare il lavoro di una giornata della loro piccola ormai adatta per poter aiutare la grande Famiglia.
"Vieni bella, fai vedere....allora...cosa hai portato?"
Toska si frugò in tasca ed estrasse piano piano la sua preziosa mercanzia, la fece scivolare sulla tovaglia ed attese, con ansia, tutta fiera e sorridente, in piedi, dondolando a gambe strette.
Suo padre avvicinò gli occhi a quell'oggetto luccicante sul cotonaccio sudicio che ornava il tavolo e sgranò gli occhi. Alzò di colpo il viso e guardò la moglie, tutta rivestita di stracci colorati e pettinata con foulard fioriti e pesanti.
Sua moglie lo guardò e gli fece cenno di poter procedere, sarebbe stato solo educativo, per poterla istruire e farla diventare piano piano una donna.
Fu un attimo e non se lo aspettò.
Fu uno schiaffo talmente potente che fu scaraventata fuori dalla stanza, distesa sul tappeto dell'ingresso.
Nessuno l'aiutò a rialzarsi, neppure i fratelli stravaccati sul sofà a guardare il canale Sky.
Piano piano si rialzò e uscì in giardino, si accovacciò a sedere sugli scalini e alzò gli occhi al cielo.



 
postato da lauramentre alle ore 18:15 | link | commenti (4)
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