“Ciao! Finalmente!”
“Ciao. Non ti conosco, sei nuova?”
“Come? Dai...non prendere in giro! Dammi un bacio!”
Lui sorrise.
“Se vuoi...ma non so chi sei, non c’è niente di te che mi ricordi qualcuno che ho conosciuto”
“Ma come? Beh ti capisco....sono un po’ cambiata, adesso vedi...ho i capelli corti, sono un po’ più bassa e ho preso qualche chilo...ma il sorriso?? Lo vedi? E’ sempre il solito!!”
E tutta soddisfatta gli sorrise.
“No, guarda, mi spiace, forse non hai capito...”
“Tu sei sempre il solito invece....per te non capisco mai niente!”
“No davvero, ascoltami...tu pensi che io guardi il tuo viso, il tuo corpo, ma io ti sto guardando dentro e sinceramente non so proprio chi sei.”
“Mi si mancato sai? Ho atteso tutto questo tempo per poterti incontrare di nuovo e adesso tu...”
“Mi spiace, davvero, non voglio deluderti ma per me sei del tutto nuova, se vuoi però possiamo diventare amici, conosco tutti quassù e ti posso presentare alla mia famiglia, mia moglie sarebbe contentissima. Anzi...perché non vieni...proprio oggi festeggiamo l’anniversario di matrimonio, ci sono tutti...dai, vieni??”
“Ma...non capisco, ti sei sposato di nuovo?”
“Di nuovo? Ma come fai a sapere? Non ci conosciamo...!”
“Comunque non importa grazie, preferisco non venire, sto già male così...insomma, meglio di no.”
“Beh, come vuoi, tanto ci rivedremo, non ti preoccupare, ci saranno altre occasioni, cerca di sorridere comunque, quando lo fai sei così carina...ora è meglio che vada, se mia moglie non mi vede in giro diventa pazza...sai come sono le donne! Ciao! E’ stato un piacere conoscerti!”
“Ciao...auguri.”
Lo vide allontanarsi, contento, sicuro di sé, si girò una sola volta e le sorrise, poi arrivò in un gruppetto di persone e fu accolto tra risate e pacche sulle spalle. Lui corse ad abbracciare una donna girata di spalle, la cinse con le braccia e la strinse a sé, poi la baciò sulla guancia.
Lei cercò di sbirciare meglio ma c’era troppa gente e non riuscì a vedere il viso della donna ancora girata di spalle.
Voleva in tutti i modi identificarla, sapeva già che poteva conoscerla, sapeva tutto di lui e sicuramente era qualcuna di sua conoscenza. Le avrebbe fatto male ma non le era rimasto più niente ormai, niente aveva più senso.
Senza preoccuparsi della vicinanza e di essere vista da tutta quella folla si avvicinò e finalmente le fu alle spalle.
Era contornata da una dozzina di bambini festosi e tutti vestiti di bianco, tra le mani aveva un bouquet di fiori freschi di campo, profumatissimi.
Era vestita con un lungo abito azzurro. Intorno al collo un foulard colorato le faceva risaltare il castano dei lunghi capelli che le scendevano dietro la schiena.
La donna si girò dolcemente e incrociò il suo sguardo.
Le due si guardarono sorprese, erano molto simili, si differenziavano soltanto per il sorriso, una riusciva a creare una sorta di aura intorno a sé, l’altra sembrava invece voler allontanare tutto il bello che in vita aveva sicuramente donato al mondo.
Fu in quel momento che si sentì chiamare a gran voce...
“Mamma!! Ti svegli! Ho fatto la cacca!! Mi lavi??”